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Nikko, tra santuari e templi patrimonio unesco di Elena Bonaiti

Se non hai visto Nikko, non parlare di splendore” recita un detto giapponese.

Nikko custodisce alcuni tra i santuari e templi più belli di tutto il Giappone, tanto da essere stati dichiarati Patrimonio UNESCO per il loro altissimo valore storico e artistico e per la straordinaria bellezza dello scenario naturale circostante. Templi e natura si fondono in un connubio perfetto, esaltandosi a vicenda: testimoni di antichi riti e tradizioni che qui a Nikko sono più vivi che mai.

Cosa vedere a Nikko: i santuari e templi Patrimonio UNESCO

La principale attrazione di Nikko è rappresentata indubbiamente dal complesso di templi e santuari realizzati durante il periodo Edo, sotto il dominio dello shogunato Tokugawa. L’accesso all’area sacra è delimitato dall’iconico ponte Shinkyo che con il suo colore rosso vermiglio segna un ideale passaggio dal mondo profano a quello spirituale. 

Siete pronti a varcarne la soglia?

Rinno-ji

È il tempio più importante dell’intera area. Fondato da Shodo Shonin, il monaco che introdusse il buddhismo qui a Nikko, stupisce l’imponente Sanbutsudo, l’edificio principale. Sottoposto a un restauro decennale appena concluso, il Rinno-ji ospita al suo interno tre grandi statue di Buddha in legno laccate d’oro che rappresentano la manifestazione delle divinità montuose di Nikko: il Monte Nantai, il Monte Nyoho e il Monte Taro.

Tosho-gu

Una lunga fila di lanterne di pietra perfettamente allineate conduce fino al torii d’ingresso. Il santuario Tosho-gu custodisce le spoglie di Tokugawa Ieyasu, lo shogun che assunse un ruolo fondamentale nell'unificazione del Giappone dando inizio ad un periodo di pace e prosperità.

Appena un anno dopo la sua morte Tokugawa Ieyasu venne elevato al rango di divinità e per costruire il suo santuario-mausoleo vennero chiamate da tutto il Giappone oltre 15.000 maestranze. Il risultato è un’architettura sorprendente, ricchissima di dettagli, sculture appariscenti e colori vivaci, in netto contrasto con lo stile rigoroso ed essenziale dell’architettura giapponese classica.

Tra le sculture da non perdere assolutamente ci sono il gatto dormiente, simbolo del futuro pacifico di un Giappone appena unificato, e l’elefante, scolpito da un artista che in realtà non aveva mai visto un elefante in vita sua (e questo ne spiega le strane proporzioni!). Tuttavia la raffigurazione più famosa è senza dubbio quella delle tre scimmie sagge che rappresentano il motto buddhista del “non vedo, non sento e non dico il male.

Futarasan

Nonostante sia più piccolo e defilato, il santuario Futarasan è il cuore spirituale di Nikko, qui sono infatti venerate le montagne sacre alle sue spalle. Proprio per questo il Futarasan è in realtà formato da diversi edifici in progressione. Il più famoso e visitato è il santuario inferiore, vicino agli altri siti Patrimonio UNESCO, il santuario centrale si trova sulla riva nord del Lago Chuzenji, mentre il santuario superiore si trova sulla cima del Monte Nantai.

Come raggiungere Nikko da Tokyo

Nikko si trova nella prefettura di Tochigia circa 140 km a nord di Tokyo e può essere tranquillamente visitata in giornata dalla capitale.

Se avete il Japan Rail Pass attivo, il modo più semplice e conveniente per arrivare a Nikko è quello di prendere uno shinkansen fino a Utsunomiya e da lì cambiare con un treno locale della JR Nikko Line. In alternativa è possibile utilizzare la linea Tobu Nikko con partenza dalla stazione di Asakusa. Arrivati alla stazione di Nikko potrete decidere di raggiungere i principali luoghi di interesse con una camminata di circa 25-30 minuti oppure prendere i bus che partono proprio di fronte alla stazione fino alla fermata Shinkyo.

Photo Credits: Elena Bonaiti  – myscratchmap.it 

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