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All'avventura tra templi e santuari

In Giappone sono numerosi gli itinerari di pellegrinaggio che permettono di immergersi nella cultura e nella storia giapponese attraversando paesaggi naturali di rara bellezza. Molti di essi sono ormai comodamente percorribili in auto o in treno. Esistono, però, templi e santuari situati in luoghi poco accessibili: sono i nansho, “luoghi difficili”, generalmente templi di montagna. Visitare questi luoghi è un’opportunità di recuperare un senso più profondo del pellegrinaggio e, perché no, dell’avventura.

Nella prefettura di Tottori si trova il Monte Mitoku, meta di pellegrinaggio da secoli e uno dei tre luoghi sacri degli asceti delle montagne, gli yamabushi. Qui si cela il complesso templare Sanbutsuji, che cela il Tesoro Nazionale più pericoloso del Giappone: il Nageiredo, un piccolo tempio incastonato nella roccia, sul fianco della montagna. La pericolosità della salita richiede la massima prudenza e attenzione e, infatti, si dice che un pellegrinaggio al Monte Mitoku purifichi le porte della percezione: vista, udito, olfatto, gusto, corpo e mente.

Non si può parlare di pellegrinaggio in Giappone senza menzionare quello degli 88 Templi dello Shikoku; sebbene oggi sia largamente percorribile in autobus o treno, lungo i 1400 km che lo compongono non mancano templi difficili da raggiungere, come il Tairyuji, nella prefettura di Tokushima, situato a 610 metri sul livello del mare. Questo tempio deve il suo nome (“Tempio del Dragone”) a una leggenda secondo cui il monaco Kukai, fondatore del Buddhismo Shingon (a cui è dedicato il pellegrinaggio), sarebbe stato protetto da un dragone durante i 100 giorni di pratica ascetica che svolse seduto su una roccia, Shashindake, visitabile ancora oggi.

I pellegrini che intendono visitare il Tairyuji devono affrontare un’impervio sentiero che attraversa le foreste dei monti della regione, ma saranno ricompensati dalla vista di uno templi più suggestivi tra gli 88 che compongono il pellegrinaggio, noto anche come il “Monte Koya” dello Shikoku. I meno avventurosi possono raggiungere il tempio con la funivia di Tairyujiuna delle più lunghe del Giappone. Durante i dieci minuti necessari a completare la salita basterà guardare in basso per riempirsi gli occhi della meraviglia del paesaggio rurale sottostante, attraversato dal fiume Naka.

Sempre nello Shikoku si trova il tempio Shosanji, letteralmente il “Tempio della montagna in fiamme”, chiamato così per via di una leggenda secondo cui gli abitanti della montagna su cui sorge erano vessati dalle fiamme di un drago che fu poi soppresso dall’asceta En no Gyoja. Il nome di questo tempio, situato a 938 metri sul livello del mare, non è però ciò che deve spaventare gli aspiranti pellegrini, bensì la nomea di henro-korogashi, ovvero di tempio dove “cadono i pellegrini”, dovuta alla difficoltà del sentiero che ad esso conduce. Chi riesce a raggiungere il complesso è ricompensato dallo spettacolo di enormi alberi di cedro secolari i cui rami sono spesso avvolti dalle nuvole.

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Non perdetevi il prossimo appuntamente con Giappone Nikki giovedì prossimo. A presto!

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